La Croazia frena: l’overtourism mette a rischio la Costa Dalmata

Veduta panoramica della città storica di Dubrovnik al tramonto con le caratteristiche mura in pietra e i tetti in terracotta sul mare Adriatico.

La Croazia, per anni regina indiscussa delle vacanze estive nel Mediterraneo, sta vivendo un momento di profonda riflessione. Icone del turismo mondiale come Dubrovnik, che hanno a lungo attirato flussi record di viaggiatori leisure, registrano quest’anno una preoccupante battuta d’arresto. Quello che sembrava un successo inarrestabile rischia ora di trasformarsi in un boomerang per l’intero comparto dell’ospitalità.

Il boom incontrollato degli affitti brevi selvaggi

Secondo gli imprenditori locali, il problema principale risiede nella proliferazione incontrollata di alloggi turistici privati, molti dei quali operano in totale illegalità lungo la splendida Costa Dalmata. Questa offerta parallela e non regolamentata ha finito per saturare le località più esclusive, modificando l’anima stessa delle città storiche e creando forti disagi per la gestione delle risorse locali.

Alla ricerca di un nuovo equilibrio per l’ospitalità di fascia alta

Mentre i resort di lusso e le strutture alberghiere continuano a investire su servizi d’eccellenza, la mancanza di regole chiare per le piattaforme online rischia di svalutare l’attrattività della destinazione. Il governo croato confida in un recupero nei mesi clou della stagione, ma la sfida del futuro sarà inevitabilmente quella di tutelare il territorio, arginando l’abusivismo a favore di un turismo di qualità, capace di salvaguardare il fascino autentico di una delle mete più amate d’Europa.

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