Allarme “Omini di Pietra” in Alto Adige: il trend social che minaccia i paradisi alpini

Colonnine di pietre in equilibrio su un prato alpino dell'Alto Adige al tramonto con montagne dolomitiche sullo sfondo

Quella che un tempo era un’antica guida silenziosa per pastori ed escursionisti smarriti tra le nebbie dell’Alto Adige si è trasformata, nell’era di Instagram, in una moda virale dai risvolti preoccupanti. Parliamo degli omini di pietra, le celebri colonnine di sassi accumulati che oggi proliferano lungo i sentieri d’alta quota, destando forte preoccupazione tra esperti e gestori dei resort alpini più esclusivi.

Il fascino antico minacciato dai social

In passato, la sovrapposizione di pietre veniva effettuata esclusivamente per indicare la strada in zone prive di segnaletica. In Alto Adige esiste persino un luogo storico che deve il nome a queste costruzioni, sopra la Val Sarentino, risalente a secoli fa. Ma oggi, la creazione compulsiva di torrette da parte dei turisti per scattare una foto ricordo sta sfuggendo al controllo, alterando la fisionomia dei paesaggi montani.

L’allarme ecologico nei territori dei resort di lusso

Le vette delle Dolomiti ospitano alcune delle strutture wellness e resort di montagna più rinomati d’Europa. Tuttavia, l’impennata di questo rito collettivo rischia di compromettere il delicato ecosistema circostante. Spostare i sassi, infatti, rimuove la naturale protezione per insetti, piccoli animali, muschi e forme vegetali che fanno parte del suolo alpino, accelerando l’erosione del terreno causata dal vento e dalle piogge.

Sicurezza e turismo consapevole

Oltre al danno biologico, vi è un problema di sicurezza: la presenza eccessiva di finti segnavia confonde chi percorre itinerari poco tracciati, aumentando il rischio di smarrimento in caso di nebbia. Per questo motivo, le associazioni turistiche e i Club alpini stanno avviando campagne di sensibilizzazione e installando cartelli informativi nei pressi delle mete escursionistiche più frequentate, invitando i visitatori a godersi la bellezza della natura alpina senza alterarla.

Fonte originale: SiViaggia